Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T4-
Indicazioni : Assenti.
Bollatura : Assente.
Traccia : Mulattiera, assente
Tempo di percorrenza : ca 3,5 [h]
Dislivello positivo : ca 700 [m]
Periodo consigliato : Inverno.
Itinerario complessivamente per escursionisti esperti dal piglio non banale nella navigazione e dall’alto livello di pazienza verso le insolenze arboree.
Disponibilità acqua : Sanico.
Appoggi : SP66.
Data di stesura relazione : Primi anni venti.
DESCRIZIONE: Partenza da Via Colombera, Bellano. Poco distante dal tornante della SP66 il corso della Storia scorre silenzioso, sotto il nastro di bitume d’un ponticello stradale, nel sedime acciottolato d’una mulattiera. Sotto l’arancio del Sentiero del Viandante, non la riconosco nel suo ripido percorso che mena alla arroccata frazione di Ombriaco (Ombriach). Ben presto si giunge ad un antico lavatoio dove il rustico selciato, pur con lo stesso incedere della gradinatura, lascia spazio a fini ciottoli di fiume cementati a terra. Tra strette viuzze, su cui occhieggiano portici e ballatoi, si sale per orgogliosa scalinata tra le compatte abitazioni fino alla chiesa di San Bernardino. Lasciandola a man sinistra si continua a salire fino a guadagnare un camminamento cintato da mura di sasso che si allontana da Ombriaco. La campagna di Bellano stenta ancora a rivelarsi al fastidioso vario ronzare del mastodontico svincolo della SS36 e alla vicina presenza di moderni villini. Ma, al ritornare dell’antico selciato e al comparire d’un passamano in ferro, la manifestazione è completa. In località Gabelin, superato un ponticello su d’un vivace rivo, si sale nel pendio terrazzato per tornanti. Superata un’edicola votiva la possente Via (Spluga romana) s’infila regalmente nel bosco. Lasciata una bretella per Pradello, sale meravigliosamente fino a tagliare due tornanti della SP66. Ricalcata per un tratto dall’asfalto, al successivo tornante il selciato ricompare e, a nuovo butume, ignorata la direttrice per Vendrogno che vedo distaccarsi a monte delle Provinciale, son pronto a prendere la “Strada comunale che dal confine di bellano mette a Sanico”.
Rimontato il prato di località Carbonera, un manto di rovi mi blocca immantinente. Dietro due baite (la seconda meglio mantenuta della prima) nascondono la Via in un bosco devastato da schianti e tagli. Fermo nella fede, in direzione ESE, la ritrovo risalire un breve ma infido strappo roccioso del pendio con un bel paio di assestati tornanti. Peccato che una pianta collassata non sia di questo avviso – complicando di un poco la faccenda. Ora più pulito, il bosco svela i tornanti e i passi disposti d’un rustico camminamento che in breve – ignorata la piana traccia per le Cassine Bocch – si innesta sulla possente mulattiera che da Vendrogno mette a Noceno.
Seguitala per pochi metri, mappe alla mano, su diretti (guado alla Valletta di Ciare’) fino alle Cascine di Praa nei pressi della Valle di Piazzonac. Su sinistra idrografica, nel prato, si sale un regolare nerbo roccioso rientrando nel bosco e tagliando la mulattiera diretta a San Grato da Vendrogno nei pressi di un’edicola Votiva. Preso un tratturo, si taglia nuovamente la SP66 per rimontare nel bosco a monte della recinzione d’una casa. Guadata un’anonima vallecola, un traverso adduce alle stalle di Louvre – raggiunte oggi solo da breve rampetta sterrata che le congiunge all’asfalto.
Infatti, il proseguo fino alla storica larga via selciata – Strada che da Sanico Mette a Mosnico – implica il superamento di vari schianti che hanno isolato un antico cascinale.
Ormai sotto ai tetti di Sanico, la Via fantasma di Louvrè svanisce – come spettro alle prime luci dell’alba, nella Valle detta dei Gatti.
VIE DI FUGA: Numerose, vedere relazione.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: Sanico – Mornico – Mosnico – Vendrogno
RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :
Mappe del regno Lombardo Veneto
Zona rappresentata fedelmente.
Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele
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