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La scala di difficoltà escursionistica del Club Alpino Italiano (CAI) è omertosamente indifferenziata all’interno dell’ acronimo EE (percorso per escursionisti esperti ) e EEA (percorso attrezzato per escursionisti esperti). Non può essere ovviamente utilizzata per indicare chiaramente, anche solo a colpo d’occhio, la difficoltà di un itinerario in una relazione attendibile; figuriamoci pensare di utilizzarla per indicazioni in ambiente, lassù, in montagna.

La scala di difficoltà di riferimento qui utilizzata, è quindi una contestualizzazione di quella creata dal Club Alpino Svizzero (CAS).I gradi illustrati di seguito, sono l’indicazione saggiata della difficoltà d’insieme di un itinerario.

Essi valutano complessivamente l’impegno del percorso col tipo di terreno nell’ambiente in cui si svolgono.

Nelle relazioni i gradi di difficoltà fanno riferimento a condizioni favorevoli nel periodo consigliato. Situazioni meteorologiche avverse o terreno con ostacoli inattesi (bagnato, ghiaccio, frane, etc) aumentano notevolmente il grado di difficoltà di un itinerario fino a renderlo anche impercorribile.

N.B. : Tutte le relazioni sono stilate sul vivo ricordo dell’itinerario in oggetto percorso magari a distanza di anni. 

Omissioni ed errori, lungii dall’essere intenzionali, non sono affatto da escludere.

T 3 : ESCURSIONE DI MONTAGNA IMPEGNATIVA

Percorso ben individuabile. Brevi tratti privi di traccia ma senza problemi di ricerca dell’itinerario (bollatura ben visibile, zone con orografia semplice, riferimenti evidenti). Scenari solitari.

Terreno abbastanza impegnativo, singoli passaggi esposti che possono essere anche assicurati con attrezzature fisse, eventualmente bisogna servirsi delle mani per l’equilibrio e la progressione.

Requisiti: passo sicuro, discreta capacità di orientamento, basilari esperienze dell’ambiente alpino.

T 4 : ITINERARIO ALPINO

Percorso non sempre ben individuabile. Tratti privi di traccia con semplici problemi di ricerca dell’itinerario (bollatura assente o sbiadita, zone con orografia semplice ma senza riferimenti).

Terreno  impegnativo, tratti esposti privi di attrezzature, uso frequente delle mani per l’equilibrio e la progressione(arrampicata fino al I grado). Scenari selvaggi e remoti.

Requisiti: dimestichezza con terreni esposti, buone capacità d’orientamento e di valutazione del terreno, conoscenza dell’ambiente alpino.

T 5 : ITINERARIO ALPINO IMPEGNATIVO

Percorso di difficile individuazione. Lunghi tratti privi di traccia con seri problemi di ricerca dell’itinerario (bollatura assente, zone con orografia articolata e senza riferimenti, visibilità necessaria). Attraversamento di zone impervie e selvagge in ambientazione remota.

Terreno molto impegnativo ed accidentato, esposizione continua e priva di attrezzature, uso costante delle mani per l’equilibrio e la progressione (arrampicata fino al II grado).

Requisiti: familiarità con terreni esposti, ottime capacità d’orientamento e assoluta sicurezza nella valutazione del terreno, dimestichezza con l’ambiente alpino.

Per itinerari rientranti nei gradi T4 e T5 risultano requisiti fondamentali: sicurezza nella progressione, capacità di orientamento e tolleranza all’esposizione. In questi casi è doveroso ricordare la necessità di stabili condizioni meteo per garantirsi una buona visibilità. La visibilità è la condizione necessaria  alla navigazione per la maggior parte degli itinerari qui descritti.

Quindi:

  • Se senza indicazioni, traccia, o qualcuno che ti tenga per mano non sapresti muoverti autonomamente in ambiente montano; se quando perdi la strada perdi anche le staffe;
  • Se la vicinanza prossima o incombente del vuoto ti blocca o ti fa tremare le gambe;
  • Se terreni infidi e non preparati non sono tua ordinaria amministrazione;

Itinerari di grado T4 e T5 non fanno per te. Fattene una ragione.

Tutti idiritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà  MNR – Negri “Manara” Raffaele

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