Difficoltà : Percorso per Escursionisti T2+
Indicazioni : Assenti.
Bollatura : Assente.
Traccia : Mulattiera, sentiero, assente.
Tempo di percorrenza : ca 4[h]
Dislivello positivo : ca 800 [m]
Periodo consigliato : Tardo autunno – inizio primavera.
Itinerario per escursionisti curiosi, appassionati di Storia e Verità.
Disponibilità acqua : Valtorta.
Appoggi : Piani di Bobbio, Ristorante Ceresola.
Data di stesura relazione : Seconda metà degli anni venti.
DESCRIZIONE: Partenza da Valtorta, parcheggio nel grande piazzale sterrato. Entrati in paese si sfila la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta per procedere lungo Via Roma fino a giungere ai piedi di una scalinata sormontata dalla magnifica mole della struttura campanaria della piccola Chiesa di Sant’Antonio Abate. Questa, detta “alla Torre” (come la frazione di Valtorta in cui mi trovo) arriva dalla chiara belligerante origine del suo campanile che le dolci bifore e la bronzea campana non riescono del tutto a dissimulare.
Con alcuni gradini, dietro un’antica abitazione, si prende l’acciottolata Strada Comunale di Ceresola – qui indicata come “Antica Via del Ferro – Tracciato di particolare interesse storico”. Dopo un’edicola votiva però, la “particolare rilevanza storica” sembra già dimenticata; una mesta mulattiera interratasi col disuso e l’incuria, lambita da arbusti che han divelto i muretti, procede in piano fino ad un piccolo ponticello ad arco di pietra steso sulla vena d’acqua della Valle Michele. Proseguendo in mestizia, si supera la Valle della Lingua Bona oltre cui un tratto meglio conservato può fregiarsi di una delicata santella.
Spazzata dall’asfalto e vergognosamente indicata come “ciclopercorso (attenzione, impegnativo!) del Camoscio Zoppo”, la Strada di Ceresola per Bobbio la si ritrova poi poco più avanti (salendo) sulla sinistra; un sinuoso serpentone acciottolato che raggiunge in breve i miseri resti di due caselli sulla sinistra. Rinforzatasi con bel muro a destra sale ad un’altra coppia di dirute baite poco prima di veder travolgere una sua maestosa ratta gradinata dal piatto bitume della SP6 diretta al parcheggio degli impianti. Oltre, il proseguo non è dissimile – anche se presto inerbato nei pressi della collabente cascina di Girgiolo. Di nuovo (brevemente) con (rotto) selciato a vista viene presto sovrascritta da una pista silvo pastorale per il taglio del bosco che la riconsegna alla sua originalità solo per un pittoresco tratto con rustico fontanile sulla destra. Sovrascritta infine definitivamente dalla pista di servizio delle fatiscenti Baite Barresi (che si intravedo punteggiare ampi spiazzi prativi delimitati a muretti di sasso) si procede quindi su sterrato lasciando le deviazioni per i due maggiori e distaccati nuclei di Ceresola sulla sinistra.
Guadata la Valle di Ceresola su ponticello, alle spalle d’uno sgangherato fontanile. si snoda un tratturo che presto si riconosce, in alcuni brevi e struggenti tratti, come la gradinata Strada di Ceresola per Bobbio. Ri guadata la Valle di prima ed attraversata la “Pista Cedrino” ecco la Strada mostrasi poco più che un avallamento nel terreno, prima di un meraviglioso e struggente tratto contenuta tra mura.
Sporcatasi e riempitesi d’incuria, si ripulisce improvvisamente con la vicinanza d’una baita che ancora la usa come (stretto) viottolo d’ingresso. Ora dozzinale ruspata nei pressi del boscato canale del Vendulo in discesa dal Passo del Cedrino, risulta irrimediabilmente perduta allo scoperto d’una variante della “Pista Cedrino” che si immette sulla “Tre Signori” – qui, dove i milanesi posero un termine ed un barco di pietra a sancire la loro verità sul confine. In realtà, nel fitto sporco del bosco a nord di quest’ultimo tracciato di discesa, alcuni traversi e tornanti della vecchia, cara, Strada di Ceresola per Bobbio si riconoscono ancora. Io li saluto caramente, primi di vederli completamente sparire nel grande vuoto concavo della “Tre Signori”.
Fine. Grazie piste. Una ricerca storica finita in vacca; si, in vacca Vittoria. Perduta la Strada e dimenticata la Storia.
VIE DI FUGA: Non necessarie.
OSSERVAZIONI: Lato valsassinese, si raggiungeva la Forcella di Bobbio tramite la Strada di Corda (dal nome delle omonime cascine) mangiata dalla inutilizzata pista del ritorno a Barzio (vedere, in merito la relazione “PASSO DEL CEDRINO DA INTROBIO – STRADA DEI BERGAMINI”). La Forcella di Bobbio è individuabile oggi dove la camionabile di servizio agli impianti, in risalita da Valtorta, spiana nei pressi della zona “sci di fondo”.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: Raggiunta la Forcella di Bobbio, per restare in tema, suggeribile la discesa dalla pista “Nube Bianca” in Val Lavazero. Nell’alta conca terminale, due casottelli in cemento captano l’ambita omonima sorgente (proprio quella che dissetava tutti gli armenti e che inverdiva i pascoli della discordia) per usarla a favore di innevamento artificiale.
RIFERIMENTI CARTOGRAFICI:
• Mappe del regno Lombardo Veneto di Valtorta; Carte militari IGM e austriache.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
Giuseppe Pesenti – “Valle Brembana antica terra di frontiera”
Tarcisio Bottani, Wanda Taufer – “L’enigma del Passo Baciamorti”
Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele
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