Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T4-
Indicazioni : Assenti.
Bollatura : Assente.
Traccia : Mulattiera, sentiero
Tempo di percorrenza : ca 2,5 [h]
Dislivello positivo : ca 500 [m]
Periodo consigliato : Inverno.
Itinerario complessivamente per escursionisti esperti dal piglio avventuroso.
Disponibilità acqua : Camposecco.
Appoggi : Camposecco.
Data di stesura relazione : Seconda metà degli anni venti.
DESCRIZIONE: La Strada della Calchera che ricerco oggi parte poco sopra il ritorno in sinistra idrografica della Vecchia Via per Piazzo, ovvero dove questa viene ricalcata dal segnavia 929 (vedere relazione in merito).
Qui, un possente solco nel pendio, si distacca dal sedime principale virando a NE – ricolmo di schianti. Risalendolo si guada un rivo minore protetto da un enorme castagno collassato a terra ed oltre il quale la Via torna a proseguire nel medesimo solco creatosi con il suo stesso uso. Un poco più pulita, si orla a destra di bel muro a secco fino a che un tappeto di rovi la inghiotte, poco sotto al suo incontro col sentiero Rotary.
Questo, in effetti, nel suo ignavo percorso, scavalca con fastidio un muricciolo; lo stesso che un tempo si rasentava per salire in obbligata direzione Est. Affiancandolo quindi nel suo successivo dolce virare verso sud, in piano si proseguiva per Piazzo (sconsigiabile) mentre, abbandonandolo per la direttrice del sorgere del sole, oggi un sentiero battuto e diretto a Camposecco mi accompagna per qualche passo. Lasciandolo proseguire in traverso verso ESE, un nuovo solco della Storia mi prende in consegna lungo il morbido pendio fino ad arrivare di fronte ad un enorme cratere – la calchera del nome della Strada che ho seguito fin qui – e che apre ad uno strategico bivio.
A SINISTRA: Una bella mulattiera dall’inizio rusticamente selciato, si naturalizza nel bosco in direzione ENE. Pur sempre visibile, si biforca presto impercettibilmente; quasi a nascondere la preferibile direttrice di sinistra. In piano, ora su bel sentiero, supera la Valle dei Canaletti uscendone nei pressi di un diruto minuscolo ricovero di fortuna il cui occhio finestrato ho scorto guardarmi già da lontano.
Su bel pendio striato da rustici muretti a sostegno di abbozzati terrazzamenti, si prosegue in piano fino all’erbosa comoda cengia che risolve felicemente il raggiungimento dello sfasciumato fondo del Vallone. Uscendone in piano per nuova (obbligata) cengetta, un flebile ma chiaro camminamento deposita sull’uscio di un malmesso casello; signore d’un pendio pesantemente terrazzato, che sembra ricordarmi l’inutilità della vita umana – qui spesa tra inenarrabili fatiche a dissodare famelicamente un lembo di Magnodeno.
Sempre in piano, una buona traccia – quasi una mulattiera – passa a monte d’un abbandonato baitello di cacciatori; il tutto poco prima dell’incontro con la Strada del Cornello – qui (vedi le osservazioni) segnavia 928.
A DESTRA: Un possente sedime storico – Strada per Camposecco e per lo Zappello ed indicata pure nelle mappe Teresiane – piega ad ESE come un marcatissimo intaglio del pendio.
Impossibile da perdersi anche se faticosa da seguire per via di innumerevoli schianti e macerie di microfrane, supera una costa del pendio (ruderi di baitelli al di sopra e al di sotto della Via) fino a che un’improvvisata staccionata mi avverte d’esser tornato dal misterioso passato alla banalità del presente.
Sul battuto sentiero 929 che da Camposecco risale allo Zappello, mi concentro solamente nello sforzo di ricordarmi il dono dell’attimo che mi è stato concesso di vivere.
VIE DI FUGA: Assenti.
CONSIDERAZIONI: La Strada del Cornello ha inizio al termine del tratto E-O di Via Enrico Petrella, dal deciso sviluppo in sinistra idrografica del torrente Ibraula nonostante il segnavia ufficiale (9)28 (almeno fino all’incontro con il sentiero Rotary) se ne tiene – ma che strano! – a debita distanza.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: Infinite le vie del ritorno.
RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :
Mappe Teresiane – Comuni di Belledo e Chiuso
Zona rappresentata correttamente, sia pur con approssimazione.
Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele
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