STRADA DEL CORNELLO E DELLA SAINA

Maggianico (Lecco)

    • Difficoltà : Percorso per Escursionisti T4-

    Indicazioni : Assenti.

    Bollatura : Assente.

    Traccia : Mulattiera, sentiero, assente.

    • Tempo di percorrenza : ca 4[h]

    • Dislivello positivo : ca 600 [m]

    • Periodo consigliato : Tardo autunno – inizio primavera.

    Itinerario complessivamente per escursionisti esperti dal piglio avventuroso.

    • Disponibilità acqua : Nessuna.

    • Appoggi : Camposecco.

    • Data di stesura relazione : Seconda metà degli anni venti.

Con Saina s'intende un canale naturale usato (soprattutto quando ghiacciato) per convogliare velocemente (e pericolosamente) a valle i tagli di legna. Di questa pratica se n'è tramandata memoria anche sul Magnodeno grazie ad un'omonima Strada Consorziale stesa a rettilineo ricalco del solco, usato a tal scopo, sito ai piedi della bastionata della Corna Marcia. Questa è un'intransigente barriera rocciosa superata solo al suo settentrionale principio dall'ardita Strada del Cornello - il più alto passaggio per il mondo perduto di Belasca e delle sue Alpette mangiate dalle cave.

Con Saina s'intende un canale naturale usato (soprattutto quando ghiacciato) per convogliare velocemente (e pericolosamente) a valle i tagli di legna. Di questa pratica se n'è tramandata memoria anche sul Magnodeno grazie ad un'omonima Strada Consorziale stesa a rettilineo ricalco del solco, usato a tal scopo, sito ai piedi della bastionata della Corna Marcia. Questa è un'intransigente barriera rocciosa superata solo al suo settentrionale principio dall'ardita Strada del Cornello - il più alto passaggio per il mondo perduto di Belasca e delle sue Alpette mangiate dalle cave.

DESCRIZIONE: La Strada del Cornello ha inizio nel cuore del centro storico di Maggianico, oggi Via Enrico Petrella. Seguitala fino a che questa si biforca in due rami dalla decisa direzione N/S, si prende tra essi quello che piega a Mezzogiorno trovando subito dei gradini che menano al verde. Ma, se i bolli s’inoltrano decisi in un verde tunnel nella giungla, io seguo ostinatamente la Storia qui bordeggiata da vicino dalla ramata d’una casa.

Dal rustico ma possente selciato, la Strada del Cornello si alza con bella vedute panoramiche prima di finire inghiottita dal fronte del bosco. Per ripida umida rampa guadagna un traverso su terrapieno ed il vicino guado della Valle Ibraula (Biula sulle mappe). Bordata da mucchi di pietre risale sinuosa ad un poggio al piede di un’apertura prativa dove, tenedo il vecchio muro a man destra che pure qui vi perviene, si risale (in oppressiva lussureggiante vegetazione) in direzione NE. Classica Via di solco, risulta molto sporca e difficile da seguire fino al suo sbucare in un nuovo prato; questa volta punteggiato da un bel cascinale. Alle spalle dell’immobile, di nuovo nel bosco, la Strada del Cornello si perde tra i muretti della depauperata selva castanile offrendo, solo in ultimo, un accenno di vestigia nei pressi dell’incontro tra il sentiero Rotary (920) e la Normale in salita dalla Chiesa di San Rocco (928).
Ignorate le indicazioni “Magnodeno” di quest’ultimo, la Strada del Cornello sale in direzione di Piazzo con il segnavia 920 fino a quota 450 ca dove, praticamente invisibile, si stacca a NE da quella che ormai è, a tutti gli effetti, una variante della Strada della Calchera (VEDI RELAZIONE IN MERITO). Ben segnata a terra, sale decisa per poi piegare dolcemente verso nord.

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La Strada del Cornello si macchia ancora del segnavia 928 per il Magnodeno proprio dove converge pure l’alta bretella di collegamento tra la Strada della Calchera e la Strada per Camposecco e per lo Zappello. Lasciata la Strada del Cornello puntare al valico dei Corni di Belasca coi suoi meravigliosi traversi incisi ed i mille gradini di sasso, io riprendo la bretella portandola oltre il Vallone e fino al diruto baitello posto a preludio della Valle dei Canaletti (vedi di nuovo la sopracitata relazione).
Qui, senza cambiare mano idrografica, si risale la morbida sponda per filari di sassi da antico spietramento trovandovi una larga traccia che punta di nuovo a NE effettuando una larga virata verso sud. Inizialmente più flebile, si irrobustisce fino ad arrivare ad un nuovo ricovero di fortuna a guardia della Valle dei Canaletti, a quest’altezza un nero ostile budello.

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Superatala su imponente terrapieno sorretto da muro a secco, il proseguo è orlato da grosse pietre di sostegno ed orami pronto ad affacciarsi sulla Saina nell’unico punto dotato di muraglia a secco trasversale al profondo scosceso alveo.
Tracce varie, a destra e a sinistra, la lambiscono alla bisogna, pronte a fornire accessi alla Saina nei possibili punti d’incaglio. Queste, più che il ripido canale stesso, sono la vera Strada della Saina che cercavo oggi.

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VIE DI FUGA: Assenti.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: Infinite le vie del ritorno.

APPROFONDIMENTI

RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :

  • Mappe Teresiane e del Lombardo Veneto

Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà  MNR – Negri “Manara” Raffaele

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