RANCO DA TREMENICO - STRADA DI PIAROLO

Tremenico - Piarolo - Ranco

Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T3(+)

Indicazioni : Assenti;

Bollatura : Assente;

Traccia : Mulattiera, assente;

Tempo di salita : ca 2h]

Dislivello positivo : 600 ca

Periodo consigliato : Inizio di primavera –tardo autunno.

Non ci sono probanti problemi di navigazione o di progressione; ciò nonostante non è sicuramente terreno da gita escursionistica propriamente detta. Il procedere è sempre faticoso, dominato da molte foglie ed un gran numero di alberi divelti. Ambientazione tetra e sinistra per tutto lo sviluppo; da tenere debitamente in considerazione.

Disponibilità acqua : Nessuna.

Appoggi : Nessuno

Data di stesura relazione: Primi anni venti.

Il mondo dell’immenso abbandono di Ranco non è appannaggio di soli uomini d’Avventura. Oltre che con la Via Dervio Piazzo, esso è raggiungibile da Tremenico con una storica e suggestiva mulattiera che, attraverso il dimenticato nucleo di Piarolo, snoda un itinerario breve ma intenso; un saporito primo significativo assaggio del lato oscuro del Muggio.

Il mondo dell’immenso abbandono di Ranco non è appannaggio di soli uomini d’Avventura. Oltre che con la Via Dervio Piazzo, esso è raggiungibile da Tremenico con una storica e suggestiva mulattiera che, attraverso il dimenticato nucleo di Piarolo, snoda un itinerario breve ma intenso; un saporito primo significativo assaggio del lato oscuro del Muggio.

DESCRIZIONE : Partenza dal parcheggio(ne) di Tremenico. Ritornare sulla Strada Provinciale 67 e seguirla in direzione di Avano. Dopo un breve tratto, fiancheggiando vecchie vetrine vuote, antichi portoni e cler di garage, si giunge nei pressi d’una bianca casa dai verdi serramenti e adornata sulla facciata da una bella edicoletta in legno inciso. Ai suoi piedi, una ripida e buia scalinata si avviluppa con l’insinuarsi nel verde ai piedi dell’abitato. Questo è l’anonimo inizio della superba Via per Piarolo e per Ranco.

La discesa è buia, angusta e squallida. Due rampe di gradini cementati portano sotto al paese come al di sotto di un tappeto nella casa d’un qualcuno non proprio a suo agio con le pulizie domestiche. Sporcizia grande e minuta, rovi e molta approssimazione accolgono alla fine della civiltà. Un mesto sentierino fangoso scende superando un canaletto di scolo e regalando la bella vista ed il gradevole suono d’un impianto di depurazione delle acque reflue. Nonostante tutto il sentiero sembra risoluto, tanto che inizia timidamente a mostrare un ciglio a valle coronato a sassi. Presto, lungo un traverso dello stesso, un immensa successione d’alberi schiantati ostruisce completamente il passaggio. Si punta direttamente a valle su ripido e franoso sottobosco ritrovando un nuovo traverso del sentiero. Lo ritroviamo tramutato in mulattiera, e grande è la gioia sotto la volta della selva di castagni.
Curando l’unione basale delle Valli Rasga e Molini, malmessa, imgombra di foglie ma maestosa, la mulattiera raggiunge un bello slargo dove cascine diroccate sono allietate da una bella sterile fontana. Scendendo ulteriormente, tramite alcuni commoventi tornanti che calano su d’un intimo antico agglomerato di case al cui termine, dopo un breve slargo a ridosso del torrente, s’intuisce una nuova secca fontana ed una forma e fattezze che, qui, tra tanto abbandono e tristezza, non si possono riconoscere come tali.

1-FIL

Un meraviglioso ponte di pietra supera la vallecola a lungo corteggiata affianco deliziando con l’aura fantastica e misteriosa delle sue arcate. Altre baite fatiscenti aprono all’opposta riva mentre la mulattiera sembra perdersi brevemente nel superare in piano una costa della montagna. Il muggire del Varrone è sempre più intenso e presto la mulattiera, dopo un lungo traverso in discesa sorretto da solide mura a secco, giunge al fiume. Il Ponte (nuovo) di Piarolo consente di attraversare lo spumeggiante corso d’acqua e di approdare nel vasto magico regno del Monte Muggio. Un così significativo passaggio è affidato però solo ad una singola asciutta arcata di profilati e grate d’acciaio poggiate su due pilastri di cemento armato. Il Vecchio ponte l’ha portato via una piena del Varrone molti anni fa. Inutile comunque piangere la perdita d’una parte di Storia. Preoccupiamoci piuttosto di quanto stiamo già perdendo o compromettendo senza che la Natura avanzi alcuno dei suoi incontestabili diritti. Comunque, per chi volesse, poco discosti, i resti dell’antico manufatto accettano graditi omaggi ed ogni affettuosa visita fatta con cappello in mano e falde al petto.
Si sale. Alcune provate serpentine della mulattiera consentono di risalire ad un morbido poggio incuneatosi in una delle molte anse del Varrone. Un delizioso tratto di Via racchiuso da muretti di sasso prende in consegna le presentazioni di rito. Pellegrino, Piarolo; Piarolo, Pellegrino.

2-FIL

Alcuni verdi residui slarghi esaltano la longilinea trasversale composizione di antiche cascine. Si resta sempre affascinati di fronte alla schiusa d’una realtà umana diversa; soprattutto se in armonia con la Natura circostante. Un privilegio questo, un tempo normalità. Tra i stretti vicoli, una baita riporta, sopra il trave d’ingresso, un cuore di vecchia malta con incisi un’ottocentesca data e le iniziali di due ignoti amanti. Se esistesse qualcosa di così vero fors anch’io potrei fermarmi a contemplarlo.
Ma ora davvero non si può. La mulattiera volge a est subito interrotta da un attento tratto franato. Subito si rinfranca regalando passaggi di fiaba su orridi cigli.

3-FIL

In piano su terreno ingombro di massi s’incontrano altre diroccate costruzioni fino ad un boschetto d’abeti dove la Via riprende al salire. L’abbandono dei luoghi è straziante. Tutto ha un aria d’antico splendore virato al sinistro; case dalle porte aperte e dai tetti collassati sembrano enormi teschi emersi dal caos d’un bosco cresciutogli appresso e selvaggio mentre alcune croci di rugginoso ferro ricordano i morti della Via; ora qua e là bordeggiata a piatte piode poste alla maniera di lapidi.
Il largo selciato alveo della mulattiera rapisce per imponenza e serietà fino a sublimarsi in una mezza dozzina di tornanti e traversi sorretti da magnifici muri a secco ancora pronti ad ergersi su d’una arcigna placconata rocciosa altrimenti insuperabile. Ritornato su terreno più appoggiato sembra perdersi leggermente in un mare di foglie. I miseri resti d’una nuova costruzione introducono alla larga e disseminata distesa delle cascine di Ranco ben disposta sotto lo sguardo amorevole del Legnone. Sempre seguendo la vaga traccia d’una mulattiera oramai sommersa da terra, rami e foglie, si giunge all’edicola votiva di Ranco e poi, dopo maestoso castagno e raggiunto un gruppetto di baite con ajale, risalendone la costa a monte, il sedime selciato torna visibile fino ad innestarsi sulla Via Dervio Piazzo, proprio all’altezza della scalinata di sasso che apre ai Ranchi. Ma questo è davvero un altro racconto. Senza perder di vista i riferimenti visivi d’un qualche punto d’interesse, l’invito è quello di passeggiare sul devastato sottobosco di sfasciumi e foglie lasciandosi sorprendere da qualche incontro proveniente da tempi andati. In tutto ciò la restaurata fine edicola votiva di Ranco è forse il manufatto storico meglio conservato di tutto l’immenso mondo dell’abbandono umano sul lato oscuro del Muggio. Essa è un fioco lume tutto proteso a rischiarare un mare di grigie tristi tenebre. Ma ce ne vuole di luce per rischiarare tanta oscurità; e dove le luci sono più intense, anche le ombre sono più spaventose e forti.

VIE DI FUGA: Non presenti e, con ponti agibili, non necessarie.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: La Via Dervio Piazzo, l’unico altro itinerario transitante in zona (vedere le relazioni in merito), è praticamente priva di segni di passaggio in tutta Ranco. A meno della scalinata per i Ranchi è difficile individuarla ed è quindi difficile inanellare un altrimenti spettacolare ritorno da Lentree.

APPROFONDIMENTI

RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :

  • Carta 1:35000 “GRIGNE – RESEGONE – CAMPELLI – TRE SIGNORI – LEGNONE”

A seconda delle edizioni, la mulattiera in questione è del tutto assente o indicata con tratto adeguato. Piarolo è Piarò; Ranco è Ranch.

  • Carta Nazionale Svizzera e IGM

Entrambe le carte riportano la mulattiera interrotta prima d’intersecarsi con la Via Dervio Piazzo.

 

Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà  MNR – Negri “Manara” Raffaele

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