Q.ta 2325 – CRESTA SUD/EST

Laveggiolo (Gerola) – A.Vedrano – Q.ta 2325

Q.ta 2325 - CRESTA SUD/EST

Laveggiolo (Gerola) – A.Vedrano – Q.ta 2325

  • Difficoltà :

Fino all’Alpe Vedrano : Percorso Escursionistico T2

Indicazioni : Chiare ed evidenti;

Bollatura : datata;

Traccia : Pista gippabile sterrata e sentiero/mulattiera;

Tratto finale : Percorso per Escursionisti Esperti T4

Indicazioni : Assenti;

Bollatura : Assente;

Traccia : Labile sentierino sopra l’Alpe; poi assente;

  • Tempo di salita : ca 3 [h]
  • Dislivello positivo : ca 900 [m]
  • Periodo consigliato : Giugno ÷ Novembre
  • Disponibilità acqua : Fontanile all’abitato di Gerola.
  • Appoggi : Nessun rifugio o punto di appoggio istituzionale in zona. Isolata stalla come ricovero di fortuna all’Alpe Vedrano.
  • Data di stesura relazione: fine anni dieci.

Struggente e solitario itinerario in un’ambientazione senza tempo. Partenza dalla panoramica frazione Laveggiolo di Gerola. Un primo breve tratto viene percorso sfruttando la recente pista che porta al rifugio Trona Soliva abbandonatala poi presto per il sentiero diretto all’Alpe Vedrano. Al cospetto di una meravigliosa corona di cime, il dirigersi  senza una traccia verso una cima senza nome è il raggiungere un punto di vista impagabile, oltre che un ottimo pulpito panoramico.

Struggente e solitario itinerario in un’ambientazione senza tempo. Partenza dalla panoramica frazione Laveggiolo di Gerola. Un primo breve tratto viene percorso sfruttando la recente pista che porta al rifugio Trona Soliva abbandonatala poi presto per il sentiero diretto all’Alpe Vedrano. Al cospetto di una meravigliosa corona di cime, il dirigersi senza una traccia verso una cima senza nome è il raggiungere un punto di vista impagabile, oltre che un ottimo pulpito panoramico.

DESCRIZIONE : Partenza dalla frazione Laveggiolo di Gerola (parcheggio).  Si prosegue sfruttando la pista sterrata di servizio al rifugio Trona Soliva. In corrispondenza delle Baite Grasso, prima di un pittoresco guado della strada e piccolo ponte pedonale, muoversi, sinistra idrografica, lungo il corso del torrente su labile traccia nel pascolo. Guadato dopo poco il corso d’acqua la traccia del sentiero acquista vigore diventando una mulattiera che supera con rapide volte la testata della valle con bella cascata in vista. Col guadagnare di spazio tutt’intorno a sé la mulattiera svanisce rapidamente alla vista di una singola baita ristrutturata e del poco distante Alpe Vedrano che in breve si raggiunge. Lo scorrere del tempo qui sembra essersi tranquillamente fermato.

Non potendone seguire l’esempio, proseguire a monte dell’Alpe con decisa direzione Nord verso una leggera depressione della linea di cresta che, dopo aver collegato la Cima Fraina con la sua anticima, degrada decisa verso valle. Inizialmente senza traccia, presto un sentierino ci conduce fino ad un omino segnavia per sparire subito dopo. Qui lo sguardo si affaccia su una bella e vasta conca prativa con sfasciumi, sopraelevata alla Val Vedrano da cui proveniamo. Attraversarla per tutta la sua larghezza fino a ricercare un passaggio non obbligato tra la fascia rocciosa che ne delimita il confine a Nord per sbucare sulla cresta sud-est della Q.ta 2325. Seguirne l’erbosa dorsale in un crescendo esponenziale di ripidità fino ad approdare all’anticima della nostra meta e poi, per facili roccette raggiungere la cima vera e propria.

Il constatare che non ci si potrà fermare qui per sempre, che prima o poi bisognerà scendere, ci farà invidiare il tempo sfuggente che qui, tutt’intorno, ha trovato un silenzioso altrove dove dimorare.

VIE DI FUGA :  Non necessarie fino all’Alpe Vedrano. Non presenti oltrepassato il varco a meno di optare per il suggerimento per la discesa / itinerario di salita dalla Cima Fraina.

SUGGERIMENTI PER LA DISCESA : Effettuare a ritroso l’itinerario descritto oppure optare per un collegamento in cresta della Cima Fraina descritto nell’ itinerario “Q.ta 2325 – CRESTA SUD”. Il ritorno in Val Vedrano potrà essere effettuato per ripida e labile traccia dalla Bocchetta di Colombana

Approfondimenti

RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :

  • Carta 1:35000 “GRIGNE – RESEGONE – CAMPELLI – TRE SIGNORI – LEGNONE”

Nessuna indicazione presente dell’itinerario in questione.

Dall’Alpe Vedrano indicata solamente la traccia di sentiero diretta alla bocchetta di Colombana.

Nessuna indicazione della labile traccia, i cui ultimi tornanti sono però intagliati nella viva roccia, che dall’Alpe Vedrano porta alla bocchetta anonima di quota 2338 tra i pizzi Cassera e Mellasc.

  • Carta 1:25000 “Carta Escursionistica della Foresta Regionale Val Gerola”

Nessuna indicazione presente dell’itinerario in questione.

Il toponimo “Bocchetta di Colombana” viene attribuito alla sella a quota 2297 (segnati  2227) tra la Q.ta 2325 e il Monte Colombana. La Cima Fraina non sembra essere raggiunta da alcun itinerario.

Indicata la traccia che dall’Alpe Vedrano porta alla bocchetta anonima di quota 2338 tra i pizzi Cassera e Mellasc. Incoscientemente indicata un’inesistente traccia per il suscettibile Passo Cassera (non nominato nella carta); un indefinito intaglio della tormentata (e credo alpinistica, non ancora verificato) ed esposta cresta tra il Pizzo Cassera e la Cima Fraina. Inoltre questa inesistente traccia viene indicata anche come bretella di collegamento per il vicino sentiero Cadorna rappresentato tra l’altro incompleto. Pura Fantascienza.

  • Carta 1:20000 “Valli del Bitto Gerola e Albaredo

Nessuna indicazione presente dell’itinerario in questione. Q.ta 2325 neppure indicata.

Alpe Vedrano nominata Alpe Colombana. Alpe Colombana nominata “Cumball”.

Il toponimo “Bocchetta di Colombana” viene attribuito alla sella a quota 2297 (segnati 2227) tra la Q.ta 2325 e il Monte Colombana. Indicata la traccia che dall’Alpe Vedrano porta alla bocchetta anonima di quota 2338 tra i pizzi Cassera e Mellasc. Incoscientemente indicata un’inesistente traccia per il Pizzo Mellasc sulla falsariga del noto itinerario scialpinistico. Questo suggerimento d’itinerario gioca a destreggiarsi tra le balze del versante settentrionale in un dedalo di sfasciumi e rocce rotte in cui navigare a vista. Poco significativo, è da me un itinerario decisamente sconsigliato, soprattutto in discesa, con visibilità incerta e se non si è già pratici del posto.

 

RIFERIMENTI BIBLIORAFICI :

  • Alessio Pezzotta: “ ALPI OROBIE OVER 200 – VOLUME 1”

La Cresta Sud Est della Q.ta 2325 è descritta come variante dell’itinerario 50 per il raggiungimento della Cima Fraina dall’Alpe Vedrano.

  • Nessun riferimento a questo itinerario o più in genere alla suddetta q.ta 2325 dal web.

Sicuramente la mancanza di un toponimo non ha aiutato la ricerca.

PROPOSTE…

N.B. : Sono le medesime presenti nella relazione della Cresta Sud; Comunque

La porzione d’interesse della Dorsale Orobica della Q.ta 2325, ovvero la cresta che la collega al Monte Colombana, si mostra ricca di vaghi riferimenti bibliografici e particolarmente ostile. Dal Monte Colombana l’occhio sfugge lungo un ripidissimo crinale erboso esposto al vuoto che degrada bruscamente alla bocchetta di quota 2297. Da qui un ben marcato spuntone ed un’erta costa di rocce rotte fino alla vetta. Le uniche informazioni reperite in merito a questo tratto di cresta riguardano il parere di un alpigiano di Fraina: “el ghè ‘n toc mia tant bel” (c’è un pezzo mica tanto bello) e le parole poco rassicuranti di “ALPI OROBIE OVER 2000” che, nel superamento dello spuntone in questione, parlano di “un tratto molto esposto, per strettissima cengia“. Inoltre, l’anonima bocchetta di quota 2297 non sembra raggiungibile dall’Alpe di Colombana (laterale alla val Vedrano) sottostante. Viste le premesse non ne ho ancora verificato di persona la percorribilità. Le orecchie però son sempre tese alla ricerca di ogni informazione a riguardo che ne stemperino un po’ l’azzardo.

Tutti idiritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà  MNR – Negri “Manara” Raffaele

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