Difficoltà : Percorso per Escursionisti T4/T5
Indicazioni : Assenti.
Bollatura : Assente.
Traccia : Mulattiera, Sentiero, assente.
Tempo di percorrenza : ca 2,5[h]
Dislivello positivo : ca 1000 [m]
Periodo consigliato : Inverno.
Itinerario per avventurieri in ambientazione angosciante e faticosa.
Disponibilità acqua : Noceno, Camaggiore.
Appoggi : Rifugio Ragno, Strada per Noceno.
Data di stesura relazione : Seconda metà degli anni venti.
DESCRIZIONE: Partenza dalla frazione Oro di Bellano. Preso “il sentiero del Viandante” (segnavia 605) si giunge a Pendaglio dove, lasciata la suggestiva chiesetta di San Domenico ed il vecchio nucleo sulla sinistra, si prosegue in direzione SE sulla Strada per Soglio fino ad un rudere che prelude ad un bivio. A destra la Strada di Scarcera per Tiin, a sinistra la Strada della Roncaja – che mi aspetta, totalmente inghiottita dai rovi.
Superato il verde spinoso muro, un traverso punta ad un tornante nei pressi del torrente Bold(r)ina. Terrosa e vagamente selciata, lambisce i miseri resti d’un baitello addossati ad un grosso masso. Per gradini intagliati nel sasso rimonta una ripida rampa rinserrata tra le mura di due terrazzamenti (rudere) oltre la quale un enorme casolare sventrato segna la selva.
Per ampio solco di pesto punta a nord finendo a rasentare la sinistra idrografica della Valle del torrente già lambito dopo i rovi. Salendo per strette volte rimonta una costa più luminosa fino ad una piazzetta che si attraversa sotto l’occhio vigile di un superbo ciliegio secolare.
Con essa si giunge a monte di una malconcia baita ma dal tetto ancora in piedi. Superata una valletta ingombra di schianti si traversa verso una costa segnata dalla ferita disboscata della linea elettrica. Non puntandola direttamente, si sale ancora nel bosco (rampa selciata) tagliandola più sopra per un bosco segnato da mille castagni caduti. Attenti a non perder la rotta si supera la Valle di Tana su passaggio intagliato nella roccia poco prima di un’abitazione e del nucleo di Noceno.
Nel Paese, prese le viuzze che raggiungono il suo isolato edificio più settentrionale, si è sulla “Strada Comunale che da Noceno mette all’Alpe di Camaggiore”. Un sentiero paltoso si lascia le spalle la confusione operosa di quell’immobile avvicinando quella che sembra un casello per presa dell’acqua. Lasciando in piano la “Strada della Scalina” (che più avanti, scassatissima, si ricongiunge al sentiero 678 – “Strada della Scalina Sotto” – diretta a Pratolungo) si sale nel bosco fino ad un poggio-radura. Lasciando lì la “Strada del Cantusel di Sasso” perdersi nel bosco, un poco prima si sale confusamente traversando verso la già nota ripulita strisciata della linea elettrica. Oltre i rovi, il largo possente sedime s’innalza fiancheggiato a monte da mura a secco e a valle di Castagni. Libero e maestoso, ad un certo punto alcuni sassi disposti trasversalmente sembrano offrirgli una canalizzazione dell’acqua.
Seguendo il largo sedime ed ignorate le vecchie mappe che segnano Camaggiore a destra, lo si noterà assottigliarsi vieppiù fino ad una rampa di sassi a preludio di una larga cengia naturale. Questa, crollata nella Valle della Corna assieme ai suoi muri a secco di sostegno e che ancora si notano, impone una faticosa uscita su scarpata terrosa. Ripreso il proseguo della Via però si nota un innesto selciato proveniente da sinistra idrografica che, con alcuni gradini intagliati nel vivo sasso, offre ancora un ritorno verso Camaggiore. Ma ormai sono lanciato in questa direzione e proseguo dritto, in un tunnel aperto nella fagocitante vegetazione che presto mi depositerà alla larga bocca della Piazza di Noci.
Bene, Camaggiore la raggiungerò al ritorno dopo aver preso la pista sterrata che passa davanti a San Girolamo – dei sette leggendari fratelli eremiti il patrono degli archeologi; quindi, forse, anche mio santo protettore.
VIE DI FUGA: Noceno.
CONSIDERAZIONI:
– In realtà, la rampa trasversale incontrata in salita è la svolta della Strada Noceno Camaggiore che, mangiata da betulle ed arbusti, finisce nel felceto/betulleto che lambisce a NO il grosso alpeggio sulle falde del Monte Muggio.
-Alla Valle della Corna, poco prima della frana, da sinistra idrografica perviene la Strada di Montebasso ai Boschi. Percorso che, tramite rustici passaggi su coste di sasso, si struttura in mulattiera orlata di mura e filari di Castagno in prossimità della Valle di Camaggiore.
– Un’altra avventurosa alternativa per salire a Noceno prevede che a Pendaglio, in direzione sud sulla possente Strada per Soglio (676B), superato il ponte ad arco in pietra su di un’anonima Vallecola si abbandona la strada per i tornanti della Strada della Pioldella (Orio su LV) che risalgono ad un intaglio murato. Traversando tra schianti sopra ad un’apertura prativa un tratto frananto nasconte volte che risalgono ad una baita sormontata da un muro. Rasentandone il piede verso sud si scopre la muraglia piegare verso est lambendo l’irregimentata roggia della Valle di Oro. Una ripida scalinata sale (schianti e rovi) fino ad un tratto più aperto e terrazzato che si traversa (SE) verso una via di solco che lambisce un prato ed una ben tenuta baita. Con essa, nella selva castanile, si giunge sulla Strada comunale che da Bellano mena a Noceno, poco sotto l’edicola votiva di metà sviluppo della Strada per Noceno (segnavia 680)
RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :
Mappe del Lombardo Veneto di Bellano, Vendrogno e Dervio – Mappe militari austriache ottocentesche – carta IGM 1:25000
Zona rappresentata fedelmente.
Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele
Tutti i diritti riservati.
Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele