PASSO DI AGUEGLIO - STRADA DELLA CONCA E DEL FODONE

Bonzeno - Biosio - Fabbriche - Croce del Gallo -Pegnino - Panighetto - Conca - Agueglio - Fodone - Albiga

  • Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T4 (T5 la Strada del Fodone al ritorno)

Indicazioni : Presenti (Assenti).

Bollatura : Bianco/Rossa (Assente).

Traccia : Mulattiera, sentiero.

  • Tempo di percorrenza : ca 3[h]

  • Dislivello positivo : ca 600 [m]

  • Periodo consigliato : Tardo autunno – inizio primavera.

Itinerario per approcciare il mondo dell’avventura e dell’approfondimento storico.

  • Disponibilità acqua : Nessuna.

  • Appoggi : Nessuno.

  • Data di stesura relazione : Seconda metà degli anni venti.

Il Monte di Varenna, poi riconosciutosi nell'autonomo Comune di Perledo, è assai vasto - esteso fino ad abbracciare quasi tutto (a ridosso dell'arteria principale per Taceno il comune è invece quello di Bellano) il fianco settentrionale del Sasso del San Defendente con numerose storiche Strade parallele. Le più basse discendono a Pegnino, Pennaso; le le più alte di queste invece van verso Parlasco o verso il Passo di Agueglio - apertura naturale tra la Valle del Pioverna e il mondo di Esino. Molte di queste Vie, almeno le principali, sono state indicate e bollate pur restando tuttavia percorsi che, quando non addirittura abbandonati e/o compromessi e quindi sconsigliabili ai più, sono disconosciti/snaturati nel loro parziale odierno utilizzo.

Il Monte di Varenna, poi riconosciutosi nell'autonomo Comune di Perledo, è assai vasto - esteso fino ad abbracciare quasi tutto (a ridosso dell'arteria principale per Taceno il comune è invece quello di Bellano) il fianco settentrionale del Sasso del San Defendente con numerose storiche Strade parallele. Le più basse discendono a Pegnino, Pennaso; le le più alte di queste invece van verso Parlasco o verso il Passo di Agueglio - apertura naturale tra la Valle del Pioverna e il mondo di Esino. Molte di queste Vie, almeno le principali, sono state indicate e bollate pur restando tuttavia percorsi che, quando non addirittura abbandonati e/o compromessi e quindi sconsigliabili ai più, sono disconosciti/snaturati nel loro parziale odierno utilizzo.

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DESCRIZIONE: Partenza da Bonzeno, frazione di Bellano; parcheggi da Via per Biosio. Raggiunta la pittoresca Chiesa dei SS. Filippo Neri e Francesco da Paola si prosegue in discesa superando la valle di Biosio e pervenendo alla “Fabbrica”, imponente complesso su cui è dubbia l’origine del toponimo; sottostrada tre diroccate cascine nel comune di Bellano, sopra-strada imponente casolare nel comune di Perledo. Poco oltre, chiuso da un improvvisato steccato con bassa ramata è l’inizio della “Strada dalle fabbriche alla Selva” a ricordarmi ancora quale dovrebbe essere l’indirizzo delle nostre vite.

Una ripida, strettissima (per rubare il minor prato possibile) rampa selciata addossata ad una placca di pietra rimonta i terrazzamenti a monte della Fabbrica in un lungo periplo – interrotto sulla sommità per svolta a destra a rasentare il prativo terrazzato d’un isolata cascina. Dritto nel bosco, la Strada si perde nel sottobosco divelto di alcuni schianti ma, rasentando i miseri resti d’un altro casello, si rinfranca in un ripiano di selva castanile. Con chiara secca svolta a sinistra (schianti) rasenta su terrapieno il ripido orlo della Valle delle Fabbriche che si supera (non obbligato) su sgangherato ponticello di legno. Per rampa si risale un poco e si scende alla Valle del Campio, oltre la quale ecco un’amena radura terrazzata con i cascinali sparsi della Selva. Qui, la Strada comunale per la Valsassina mi prende in consegna verso sinistra con una meravigliosa S selciata, preludio (dopo una diroccata cascina) al possente strappo lastricato fino alla sella a monte del sasso su cui svetta la Croce del Gallo.
Qui, indicazioni per Pegnino riportano rupestri graffi invitanti a non seguire quella rotta. Infatti, la Strada Comunale del Gaggio, dopo uno sviluppo non dissimile da quanto visto fin’ora, smette d’esser selciata distaccandosi furtivamente dal filare di sassi che la orlava e che, più basso ed obliato, continua imperterrito a segnare il confine tra Bellano e Perledo tra schianti e abbandono del bosco. Lei invece, signorilmente, prosegue lasciandosi raggiungere dalla Strada della Scalotta proveniente da Regoledo e facendosi così larga e ben impostata – alta sopra ai recintati prati della località Look. Un poco franata in un’anonima valle(cola), a delle baite viene raggiunta dalla bretella che la collega con l’arteria storica principale “Bellano Portone”; da qui a Pegnino è un attimo.
Poco prima però, alla fontana, il selciato (rovinato inizialmente dall’uso promiscuo coi mezzi a motore) s’innesta sulla Strada Comunale per la Valsassina proveniente da Gisazio/Bologna e che si segue per passo intagliato verso destra. Ad un cascinale si prende (mulattiera selciata) per Panighetto la cui prima diroccata porzione ben si vede deperire nel bosco sotto la strada. La seconda, e maggior, frazione, si trova lasciando la Strada Comunale della Conca su cui mi trovo per una piana bretella.

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Ritornato sulla Strada Comunale della Conca (indicazioni per l’Alpe Conca ed Agueglio), la scopro presto un’orrendo sporco tratturo imboscato; mangiato quasi totalmente da una piena della Valle delle Noci e poi sommerso dai resti di scavo della SP66 che umiliati si raggiunge. Il proseguo, meglio conservato a monte dell’asfalto, per traverso ascendente mena alla silenziosa Alpe Conca; cascinali ancora in piedi ma orfani del loro prato. Qui, la Via riprende giungendo meravigliosamente (intaglio e mura) alla costa che apre all’ampio impluvio della Valle di Portone.

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Poco oltre, due tracce si aprono alla vista; in leggera discesa, meglio impostata, è la Strada del Caleccio (più diretta per Parlasco); in piano la Strada Panighetto – Esino Superiore. Nessuna indicazione in loco, se non qualche stinto bollo bianco rosso ma troppo più avanti. Male, soprattutto perchè la più bassa delle due è irrimediabilmente impercorribile nel tratto della Valle di Portone, l’altra pericolosamente franata nello stesso tratto. Comunque, su buona traccia, si giunge ad un a costa dove la Via si affaccia su d’un rispettabile ripido pendio (cavo metallico) avviandosi poi alla severa Valle di Portone. Qui, solo grazie alle ultime ramificazioni terminali d’un grosso faggio, ci si può calare nel roccioso piallato alveo reso infido dalla ripidità e da un manto di quasi un metro e mezzo di foglie (attenzione!). A fatica fuori da questi flutti, una buona traccia riprende a salire fino ad innestrasi sulla Strada Comunale che da Parlasco mette ad Esino Superiore.

A volte l’Avventura è più uno stato mentale che fisico; una chiave di lettura semplice ed amorevole per la realtà.
Il luminoso pittoresco Passo di Agueglio non è lontano.

VIE DI FUGA: Assenti.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: Ok, in realtà non mi aspettavo di trovare queste vecchie strade segnate e bollate; quindi, un’avventurosa “fisica” alternativa per il ritorno vede il ritornare sui propri passi fino a poco prima del passo intagliato trovato all’andata poco dopo l’Alpe Conca. Qui, al bivio delle due Strade, un terza Strada (detta del Prato del Giuco) risale la costa fin quasi alla cima del S.Defendente ma – a circa 1125 – ritrova la piana Strada del Fodone che; alta sopra orridi cigli e scarpate, vieppiù flebile ma sempre sicura, riporta sulla cresta nord occidentale del Sasso di San Defendente, al sicuro tra i bolli bianchi e rossi.

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APPROFONDIMENTI

RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :

• Mappe del regno Lombardo Veneto e d’Italia

Zona rappresentata correttamente.

Tutti i diritti riservati.

Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà  MNR – Negri “Manara” Raffaele

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