MULATTIERE "SOTTOSTRADA" DI PAGNONA

Pagnona - Premana ; Pagnona - Bernè - Ranchello - Tremenico ; Pagnona - Piazzo

MULATTIERE "SOTTOSTRADA" DI PAGNONA

Pagnona - Premana ; Pagnona – Bernè – Ranchello -Tremenico; Pagnona – Piazzo;

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Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T3 – T5

Indicazioni : Assenti;

Bollatura : Assente;

Traccia : Mulattiera, sentiero, assente;

Tempo di salita : 30 [min] ; 3 [h] ; 1 [h]

Dislivello positivo : 600 ca

Periodo consigliato : Inizio di primavera –tardo autunno.

La ripetizione di questi itinerari è destinata ad appassionati di tetre ambientazioni e di Storia misconosciuta. I percorsi, un tempo facili e mantenuti, sono obliati e molto compromessi. Se Pagnona – Premana si attesta su un generale T3, la mulattiera da Pagnona a Piazzo potrebbe essere anche turistica (T2) ma la tentazione del guado è forte e ben poco escursionistica (T5 – consigliati sandaletti da scoglio). Pagnona Tremenico via Bernè è mediamente T5 e con il guado del Varrone caldamente sconsigliato anche per l’imprevedibile azione della diga di Pagnona a monte. Il vivo consiglio è quello di ripercorrere le ultime due tratte descritte in due metà distinte; da un termine come l’altro fino al Varrone.

Disponibilità acqua : Nessuna.

Appoggi : Nessuno

Data di stesura relazione: Primi anni venti.

Dal paese di Pagnona sembra si possa solo salire verso il rifugio Griera (ed il Legnone) dalla strada militare o dalla curata mulattiera dei restaurati alpeggi di Subiale/Bedoledo. Noi sappiamo già che non è affatto così; la realtà è più ampia e sfaccettata di quello che si vuol far credere ma, per buona educazione, ci prestiamo al gioco d’una nuova visita di cortesia. A Pagnona un tappeto ingombra la sala adibita al cortese ricevimento degli ospiti. In attesa che la padrona di casa versi il tè raccontandoci la solita storia, volete davvero vedere la Storia che vi è stata nascosta sotto?

Dal paese di Pagnona sembra si possa solo salire verso il rifugio Griera (ed il Legnone) dalla strada militare o dalla curata mulattiera dei restaurati alpeggi di Subiale/Bedoledo. Noi sappiamo già che non è affatto così; la realtà è più ampia e sfaccettata di quello che si vuol far credere ma, per buona educazione, ci prestiamo al gioco d’una nuova visita di cortesia. A Pagnona un tappeto ingombra la sala adibita al cortese ricevimento degli ospiti. In attesa che la padrona di casa versi il tè raccontandoci la solita storia, volete davvero vedere la Storia che vi è stata nascosta sotto?

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DESCRIZIONE: Partenza dal minuscolo parcheggio del mercato di Pagnona. L’aria porta già con sé una certezza; i domini dell’abbandono del Muggio si estendono fin sull’ambito Legnone.

PAGNONA – PREMANA
Imboccare la pedonale Via Torre fino al suo termine con un’altra viuzza a lei perpendicolare. Una scalinata discende risoluta ai prati al di sotto dell’abitato diventando presto selciata. Ad un tornante nei pressi d’una isolata baita si esce dal tracciato traversando in piano. Su ponticello si guada il Varroncello approdando ad un fatiscente gruppo di costruzioni con sbocconcellata edicola votiva. La traccia, da qui in avanti, è in abbandono totale. Oltre, un lungo tratto franato consente di raggiungere delle serpentine selciate ancora in buono stato. Raggiunta la strada la traccia vorrebbe affiancarla ancora per un tratto ma frane, masserizie e vegetazione la rendono impercorribile. La mulattiera per Premana da Pagnona è caduta in disuso non perché stroncata dalla Provinciale ma per evidente disinteressamento. E questo fa ancora più male.

 

PAGNONA – TREMENICO via BERNE’
Raggiunta la piazzetta antistante la bianca chiesa di Pagnona si risale Via Roma fino al suo termine dopo l’unico tornante. Dal lavatoio si torna come sui propri passi, fino nel bosco, dove si scopre un buon camminamento selciato sorretto e bordato da muretti a secco. La zona è impervia ma, in falso piano, esso, malconcio e traballante, supera risoluto alcune baite ed un imponente fontanile. Dopo la gola d’una vallecola, improvvisamente molta aria attornia l’esile passaggio. Un esposto traverso su cengia apre alla “scalugia” (ripida ed angusta scala) dove due ripidi tornati, con ringhiera a valle, si avviluppano attorno ad un verticale costone roccioso, tanto ripidi e stretti da dare l’impressione d’una vertiginosa chiocciola.

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L’arte del muro a secco qui ha superato sé stesso. Una maestosa mulattiera, quanto mai diroccata ed ingombra d’alberi caduti, foglie e massi, ci fa sfilare poi a fianco d’una spettrale cascina dal tetto sfondato fino ad un nuovo tratto aereo con ambiguo bivio. A destra, salendo si guadagna a fatica la Provinciale mentre a sinistra, scendendo, si giunge al fantasma borgo di Bernè.

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Al bivio prima delle case, tenendo la sinistra, si scende per ripido ed umido sentiero alla baita di Grumello SottoBernè. Ristrutturata al passaggio del metanodotto che, tra l’altro, ha “ispirato” la pista per Cremonno sull’altra sponda, sormonta un ampia radura al cui termine si scova una lunghissima staccionata di marcio legno a protezione d’un esile camminamento che scende al fiume. A mio parere, catasti, antiche carte alla mano ed una sola singola rapida occhiata alla sponda opposta, il proseguo va invece, dalla baita, impostato a mezzacosta dove si ritrova il vago segno d’un antico passaggio che, molto franato ed esposto, conduce al Varrone molto più ad ovest. I vecchi a Pagnona ricordano d’un perduto “punt dal Bernè”; il guado è, anche in condizioni di estrema secca, molto pericoloso. Le sponde, ingombre di piante divelte ed accartocciate sono ripide ed arcigne; l’alveo dell’impetuoso Varrone è profondo, imprevedibile e roccioso. Le anse fangose ingombre d’immondizia d’ogni genere.
Oramai sul Muggio, fiancheggiata per lungo tratto liberamente la sua costa, si raggiunge un fascinoso insuperabile orrido roccioso. Su sponda appoggiata ed ampiamente franata si rimonta un costolone dove due diroccate baite dimorano nel più profondo oblio. Siamo alle estreme propaggini di Ranchello. Saliti ulteriormente, altre baite indicano l’avvio d’un lungo traverso verso occidente ad altezza costante. Il camminamento è spesso franato e di difficile individuazione; solo una lunghissima successione di cascine diroccatissime rinfranca sulla bontà della direzione intrapresa.

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Alcune di esse commuovono per l’ardimento della loro posizione e per la tenacia di chi le costruì per ingannare la fame. Dal nulla, oramai tremanti di stanchezza e di paurose suggestioni, ci si innesta sulla maestosa mulattiera che da Tremenico, via Piarolo, porta a Ranco. Sono fuori dai guai, eppure ne sono ancora pienamente invischiato. La nostra sussistenza non è più un problema, eppure è l’incognita del futuro.

 

PAGNONA – PIAZZO
Prendere la pedonale Via Torre fino al suo termine con un’altra viuzza a lei perpendicolare. Ampio e suggestivo panorama sul valico di Piazzo e sulla Val Casargo. Una scalinata discende risoluta ai prati al di sotto dell’abitato diventando presto selciata. Con molte volte raggiunge un’isolata edicola votiva entrando nel bosco. Numerosi altri tornanti conducono ad un malmesso ponte di pietra sul Varroncello.

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Lo si calca raggiungendo un’ampia radura al cui inizio ed al cui termine presidiano due gruppi di baite distinti. Raggiunto il secondo e ultimo, la mulattiera sembra effettuare un’ampia curva procedendo in piano. Questa è la direzione per la diga che, ovviamente, si declina in favore d’una ripida rampa selciata che adduce in discesa ad un prato nei pressi del Varrone. Il proseguo è sulla sponda opposta ma gli occhi non sono preparati alla vista di quello che li attende. Un muro a secco alto cinque metri, a ridosso d’una scarpata rocciosa, sorregge un tornante dell’antica Via Maestra. Solo questo può dare l’idea di quanto nevralgica fosse questa strada nell’economia della ValVarrone nei secoli scorsi.

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Nel percorrerla la si scopre ingombra di macerie, foglie e di un enorme masso in equilibrio sulla carreggiata. Per ampio traverso si scoprono magnifiche serpentine scavate nella roccia che sempre più malmesse portano, sotto la volta di magnifici castagneti, fino ai pascoli di Piazzo. La Storia finisce in un prato. Qui, al limitare del bosco, solo una solitaria cascina. Il piano di sotto, l’ex stalla, è stato adibito a cuccia d’un enorme cane lupo bastardo. Il suo latrare rabbioso dietro l’inferriata sembra domandarmi per quale ambiguo motivo io lo infastidisca per il non aver preso la strada carrabile come tutti gli altri cristiani.
Per tutta risposta lo guardo dritto negli occhi e questo lo fa imbestialire.
Quand’è che guarderemo la rabbiosa Storia negli occhi senza un robusto cancello metallico di mezzo?

VIE DI FUGA: Non presenti.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: vedere tassativamente il consiglio di NON guadare.

Approfondimenti

RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :

  • Carta 1:35000 “GRIGNE – RESEGONE – CAMPELLI – TRE SIGNORI – LEGNONE”

Nulla a riguardo è stato segnato. Da Pagnona si sale solo al Legnone…

  • Carta Nazionale Svizzera e IGM

Se l’IGM rappresenta correttamente tracciati (pur con scarsità di toponimi) gli itinerari descritti, la CNS segna solo la Pagnona Tremenico dalla Scalugia in avanti. Anche qui, da Pagnona si sale solo al Legnone…

RIFERIMENTI BIBLIORAFICI :

  • Pietro Pensa : “ Le antiche vie di comunicazione del territtorio orientale del Lario e le loro fortificazioni”

Opera minuta ma incommensurabile. Illuminante.

PROPOSTE…

Le infinite località, spesso solo singoli caselli, sotto Pagnona e Sottostrada sono molteplici. Queste descritte sono, ovviamente, solo le tratte principali…

Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà  MNR – Negri “Manara” Raffaele

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