Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T4/T5
Indicazioni : Assenti.
Bollatura : Assente.
Traccia : Sentiero, assente.
Tempo di percorrenza : ca 2 [h]
Dislivello positivo : ca 600 [m]
Periodo consigliato : Tardo autunno, Primavera.
Itinerario per avventurieri dalla navigazione non banale – priva, nel vicino, di punti di riferimento.
Disponibilità acqua : Campo de Boi
Appoggi : Nessuno.
Data di stesura relazione : Primi anni venti.
DESCRIZIONE: Da Gaoncia, raggiunta con la Strada del Costaiolo (vedi relazione in merito) si prosegue in direzione sud tra i prati raggiungendo una mesta costruzione che il tratturo separa da un prato che seguo incunearsi nel bosco. Sono al Pra’ della Cassina, e di fronte a me ho un “monte cespuglioso in precipizio – detto Campo de Bovi – della Comunità Generale di Lecco”.
Rimontato il vertice del prato, appena entro il perimetro del bosco, un gabbione dal tetto di lamiera ricurva marcisce nell’ombra. Poco discoste, le mura dell’antico limite del prato lo cingono ed in piano invitano ad alzarsi verso destra. Lasciandole quasi subito, si sale invece nel bosco dove s’incontra un atterrato bordione d’un perduto palorcio che lambisce a sinistra obliati possenti tornanti. Con essi si guadagna quota lungo la lussureggiante costa d’erba alta, piante ed arbusti. Arrivati ad un bel panoramico poggio il sentiero prosegue, labile e ballerino, risalendo in marcata direzione sud finendo a lambire un marcato aereo (e più sgombro) ciglio presidiato solo da rare, antiche e contorte betulle.
Virando di novanta gradi la rotta, si raggiunge la sorgente captata da un lungo tubo di gomma che già più sotto aveva fatto la sua comparsata nello storico cammino. Continuando a guadagnare quota tra vaghe tracce di selvatici nell’erba alta, faccio la mia conoscenza con irruenti giovani betulle e con altre più vecchie – ammansite da fuochi che ne hanno segnato ed annerito la bianca scorza.
A quota 950 ca comincio infine a traversare verso nord e verso l’evidente uscita sulla costa del sentiero 926 proveniente da Campo de Boi di Dentro. Superata una vallecola nel suo punto debole sito a ridosso d’un più ripido risalto del pendio, si traversa ascendendo, su ritrovata – ma quasi impercettibile – traccia al passaggio obbligato per la seconda e più intransigente delle confluenti valli che degradano al Pra della cascina. Oltre, serpentine ancor incise nel pendio, aiutano a rimontare l’erto pendio finale ed il ripido bosco che adduce alla sella nella costa, pochi metri sotto ad un baitello ricovero di montanari, cacciatori ed avventurieri.
La Storia dell’umanità è scritta su tracce evanescenti; alcune segnate su fogli ingialliti, altre su verdi pendii – là fuori, lontano da ogni simulazione.
VIE DI FUGA : Assenti.
SUGGERIMENTI PER IL RITORNO: Dal baitello, ridiscendere a Campo de Boi (di Dentro, ovvero alla Chiesina) dal segnavia 926
RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :
Fogli IGM di fine ottocento e Mappe Teresiane
Zona rappresentata correttamente.
Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele
Tutti i diritti riservati.
Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà MNR – Negri “Manara” Raffaele