STRADA DEL COSTAIOLO

Belledo – Neguggio – San Guidale - Gaoncia

  • Difficoltà : Percorso per Escursionisti Esperti T3+

Indicazioni : Assenti.

Bollatura : Assente.

Traccia : Sentiero, mulattiera.

  • Tempo di percorrenza : ca 2 [h]

  • Dislivello positivo : ca 300 [m]

  • Periodo consigliato : Tardo autunno, Primavera.

Itinerario complessivamente per escursionisti esperti dal piglio attento nella navigazione e dall’alto livello di pazienza verso le insolenze umane ed arboree.

  • Disponibilità acqua : Campo de Boi

  • Appoggi : Nessuno.

  • Data di stesura relazione : Primi anni venti.

Ci sono angoli di mondo che erano un paradiso; luoghi in cui forme e proporzioni naturali sono entrate in perfetta armonia con le intenzioni ed i manufatti umani. Tra essi vi si annoverava tutta la plaga di Lecco ma ora, purtroppo insieme a pochi altri scampoli, forse solo ancora Neguggio – frazione del dissolto comune di Germanedo adagiata sulle falde occidentali del Monte Magnodeno. Di essa se ne percepisce il fascino, sia pur insidiato da vicino dall’orrore senza ritorno delle cave. Vacuità in espansione, loro come mille altri interessi privati – piccoli o grandi che siano – sempre ormai opposti al bene comune. E al Bello, che soccombe qui come in ogni dove.

Ci sono angoli di mondo che erano un paradiso; luoghi in cui forme e proporzioni naturali sono entrate in perfetta armonia con le intenzioni ed i manufatti umani. Tra essi vi si annoverava tutta la plaga di Lecco ma ora, purtroppo insieme a pochi altri scampoli, forse solo ancora Neguggio – frazione del dissolto comune di Germanedo adagiata sulle falde occidentali del Monte Magnodeno. Di essa se ne percepisce il fascino, sia pur insidiato da vicino dall’orrore senza ritorno delle cave. Vacuità in espansione, loro come mille altri interessi privati – piccoli o grandi che siano – sempre ormai opposti al bene comune. E al Bello, che soccombe qui come in ogni dove.

DESCRIZIONE: Partenza da Via Tonio da Belledo, Lecco. Nel vecchio nucleo, antica sede comunale, si segue Via Silvio Pellico fino ad un edicoletta votiva. Li si prende a destra e si segue il segnavia 924 intrufolarsi nel bosco. Un meraviglioso sedime selciato, ad alti gradoni di sasso, è stretto tra un muretto a secco ed un alta muraglia di cemento a destra che lo rendono ombroso ed umido. Abbandonato il primo contenimento per ripida scarpata e la seconda per una distesa di rovi, si prende a sinistra per Neguggio al segnalato bivio.

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Sempre su meravigliosa rampa selciata, assai angusta contro le pareti di roccia del monte detto di “Castello” o intorcolata tra grossi massi, la Via risale la Valle del Torrente Olasca in un’ambientazione assai suggestiva, selvaggia e lussureggiante. Abbandonata una marcata deviazione sulla destra e strettasi addosso al greto, la Via lo rasenta su passo intagliato sopraelevato ricominciando a salirne la destra idrografica a volte. Lasciando il sentiero ufficiale avvicinarsi alle recinzioni di cava Cornello per finire su schifosa pista camionabile, è forse meglio continuare a seguire l’antico sedime a ridosso dell’alveo, ormai coperto da schianti arborei e da verdi irruenze d’ogni tipo. Guadando presto su massi disposti, la Via rampa su sinistra idrografica incuneandosi in un solco al cui fondo ancora si riconoscono gradoni e passi scelti. Finita ingombrata dalla noncuranza di contorno alla pista, la si intravede ancora tagliare un largo tornante per poi finire inevitabilmente sovrascritta dalla nuova viabilità a servizio delle attività estrattive.
Superato il Ponte sulla Valleggia in località Pra vai, la romantica struggente bellezza di Neguggio mi colpisce oggi solo di striscio.

Infatti, alla stanga della carrozzabile “Strada per Campo de Boi”, privatissima ripidissima e noiosissima, un solco nel bosco termina a ridosso di un’arrotolata corda di ferro stesa maldestramente, come a bloccare il passo. Questo altro non era che la vecchia mulattiera per Campo de Boi, al secolo “Strada del Costaiolo”, e che ora seguo a fatica – rami in faccia – su massi disposti fino ad un’ampia curva a sinistra. Per tratto scavato, un superbo tornante sostenuto da un macigno mi deposita su d’una costa dove, tra l’erba, ancora si notano gradini ed il solco calcato dell’antico passaggio d’uomini e bestie.
Arrivato a ridosso delle recinzioni dell’azienda agricola sorta in località San Guidale, son costretto ad abbandonare il vecchio sedime – lì ora dove sorge un frutteto – per rasentare ignominiosamente la ramata. Questa, arrogante come poche, mi sospinge a valle su antipatica scarpata, o almeno solo per il tempo necessario a superare a monte il bel lotto di mondo finito ingabbiato nelle reti metalliche. Salendo in una vallecola ingombra di nuovo imboschimento, ritrovo la Via salire dapprima esile, turbata da quanto successo poco più giù, e poi di nuovo possente, rimembra di ciò che è, fino ad una franata scarpata terrosa che prelude all’ultimo tratto della Via.
Piana ed orlata d’un basso muretto di sassi, prima di finir definitivamente fagocitata dalla pista, essa giunge ad un’ampia apertura prativa presso la bifronte edicola votiva in località Gaoncia. Ecco un antico affresco, ritraente una dolce maternità, a noi che vi arriviamo dalla vecchia mulattiera; un pannello appeso sul retro, ritraente la smorfia d’un Cristo sofferente in croce, per chi qui vi arriva invece dalla carrozzabile.

VIE DI FUGA: Non necessarie
CONSIDERAZIONI: Fino a pochi anni fa, la “scorciatoia” per Campo de Boi da Neguggio era abitualmente utilizzata; cadde poi totalmente in disuso con l’avvento delle recinzioni a San Guidale. Il tratto finale della Via in Val Olasca, invece, sembra abbandonata dalla costruzione della camionabile di servizio a cava Cornello.

APPROFONDIMENTI

RIFERIMENTI CARTOGRAFICI :

  • Carta IGM

Zona rappresentata correttamente.

Tutti i diritti riservati. Ogni contenuto è originale e di esclusiva proprietà  MNR – Negri “Manara” Raffaele

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